Novak Djokovic

Novak Djokovic è considerato uno degli atleti più forti dell’intera storia del tennis. Nasce a Belgrado, in Serbia, il 22 maggio del 1987. Tennista di grande talento, già apprezzato e atteso sin dagli esordi della sua carriera, il 4 luglio del 2011 è diventato il numero uno al mondo nella classifica mondiale ATP, succedendo allo spagnolo Rafael Nadal. Il suo idolo è sempre stato Pete Sampras . Inoltre, è un destrimane naturale, in grado di colpire con il rovescio con entrambe le mani e con la stessa straordinaria precisione.
Nel 2001 infatti, il giovane Novak Djokovic si laurea campione d’Europa, in singolo, doppio e a squadre. Nello stesso anno poi, a Sanremo, si aggiudica l’oro con la sua nazionale, i cosiddetti “Blues”, arrivando al secondo posto ai campionati del mondo.
Due anni dopo, nel 2003, è uno dei migliori tennisti del circuito juniores. Vince un torneo Futures in Serbia e arriva in finale a Norimberga, per giunta facendosi notare in alcune altre competizioni importanti, sia in Francia che negli States. Nel giro di poco tempo, entra nella classifica mondiale juniores, tra i migliori 40.
Nel 2004 arriva l’esordio tra i professionisti che lo piazza, nell’arco di qualche mese, già a metà classifica del ranking mondiale. Esordisce in un torneo challenger a Belgrado ma esce subito; arriva in semifinale ai Futures di Zagabria. Lo stesso anno poi, viene selezionato per la coppa Davis, in un singolare contro la Lettonia. Sempre nello stesso anno, battendo l’italiano Daniele Bracciali, vince per la prima volta un torneo Challenger, a Budapest. Due settimane dopo, si qualifica per la prima volta a un torneo ATP, a Umago, cosa che bisserà a settembre, questa volta nel torneo di Bucarest. Qui, ottiene la sua prima vittoria, superando il n. 67 del ranking, Arnaud Clement.
Prima del novembre 2004 Novak Djokovic entra tra i primi 200 al mondo nella classifica ATP, grazie soprattutto alla vittoria nel challenger di Aquisgrana. Nel 2005 si mette in evidenza negli Slam di Parigi, Melbourne e Londra. Nella capitale inglese, grazie all’ottimo risultato ottenuto, riesce a guadagnarsi un posto per il main draw di New York, dove raggiunger il terzo turno. Questo gli permette di salire alla posizione numero 80 in classifica; migliora di due posizioni durante la Master Cup di Parigi, l’ultima competizione del 2005, quando, pur uscendo al terzo turno, riesce a battere per la prima volta uno dei migliori dieci giocatori al mondo, il numero 9 Mariano Puerta.
Sempre nel 2005 va annoverata anche la prima partecipazione a Wimbledon di Djokovic: quel campo anni dopo gli consentirà di diventare il primo giocatore al mondo. primi mesi del 2006 non sono esaltanti per Djokovic. A parte alcune buone vittorie con la sua nazionale, esce praticamente subito all’Australian Open, al torneo di Zagabria e a Rotterdam, senza contare l’eliminazione di Indian Wells, per mano del n. 88 al mondo, Julien Benneteau. Mesi dopo, a Montecarlo, si ritrova davanti il numero uno, Roger Federer. Non brilla nemmeno sulla terra di Barcellona e ad Amburgo.
Il suo talento però, il tennista serbo ha modo di dimostrarlo al Roland Garros, quando batte senza problemi tutti i suoi avversari, fino ai quarti di finale, dove trova il campione in carica del torneo, Rafael Nadal. Tuttavia, il buon risultato ottenuto lo porta a quota 40 nel ranking ATP. Bene anche a Wimbledon, dove arriva al quarto turno, perdendo contro Mario Ancic.
Sulla terra di Anersfoort invece, qualche mese dopo, arriva per Novak Djokovic la prima vittoria a un torneo ATP: il cileno Nicolas Massu viene superato per 7-6 6-4 nella bella finale. Anche al torneo di Umag, stacca un biglietto per la finalissima, ma deve capitolare a causa di alcuni problemi di respirazione, che lo costringono ad un intervento chirurgico.
Dopo qualche settimana di riposo, è a Metz, dove vince il suo secondo torneo ATP, battendo in finale Jurgen Melzer.
Il 2006 è interessante soprattutto per la rivincita che si aggiudica il serbo al Master di Miami, contro Rafa Nadal, vincitore l’anno prima contro di lui. È ai quarti che supera lo spagnolo, sfruttando bene i suoi turni di battuta. Nello stesso torneo, supera Andrew Murray e in finale, trova il sorprendente argentino Guillermo Canas, il quale ha battuto nientemeno che Federer. Contro Djokovic però, Canas deve arrendersi, battuto in tutti e tre i set. Il tennista serbo diventa il numero 7 al mondo.
La svolta allora, nel 2011, dopo averla sfiorata al Roland Garros, arriva sull’erba di Wimbledon. Battuto in semifinale il francese Tsonga, diventa automaticamente il numero uno al mondo, coronando il sorpasso anche sul campo, con la vittoria in finale contro Nadal col punteggio di 6-4, 6-1, 1-6, 6-3. Subito allora, piazza un nuovo record, vincendo il Masters 1000 di Toronto e diventando il primo giocatore della storia a vincere 5 titoli Atp Masters 1000 nello stesso anno.
Dopo alcune sconfitte a causa di qualche guaio fisico, agli US Open 2011 Djokovic torna campione e passeggia letteralmente sugli avversari, fino alla finale contro Rafael Nadal, che batte ancora una volta.È un anno da incorniciare per il tennista serbo, il 2011, tanto che batte il record di maggior guadagno ottenuto in un anno: 19 milioni di dollari.
Nel 2012, dopo aver vinto per la terza volta gli Open australiani, Djokovic viene premiato a Londra con il Laureus Award, esattamente il 6 febbraio: un premio che, nello sport, vale quanto un Oscar al cinema. Prima di lui, solo Roger Federer e Rafa Nadal l’avevano vinto.
Il 2013 inizia vincendo per la quarta volta – la terza consecutiva – gli Australian Open. Battendo in finale Andy Murray.
Rimane il N° 1 del tennis mondiale per 100 settimane.
Nel 2014 vince il suo secondo torneo di Wimbledon, e torna al N° 1 del ranking mondiale. Dopo aver dominato per tutto il 2015, anche la stagione 2016 comincia nel migliore dei modi: vince per la prima volta il torneo di Doha, senza perdere nemmeno un set, sconfiggendo in finale il suo storico rivale Rafael Nadal. Esordisce quindi ai Giochi Olimpici di Rio, in Brasile, ma viene battuto a sorpresa al primo turno da Juan Martin del Potro.
Partecipa poi agli US Open, e riesce ad arrivare in maniera agevole sino alla finale, nella quale viene tuttavia sconfitto, in rimonta, dal tennista svizzero Stan Wawrinka.
Il 2017 rappresenta l’anno del suo declino. Tra i suoi migliori risultati c’è la finale del torneo al Foro Italico, a Roma. Raggiunge l’ultimo match in modo brillante, ma viene sconfitto nell’ultimo atto dall’astro nascente tedesco Alexander Zverev, con il punteggio di 6-4, 6-3.
Torna invece grande negli anni appena successivi, conoscendo un periodo di rinascita che culmina a luglio del 2019 con la vittoria di Wimbledon contro Roger Federer, in una epica partita lunga 5 ore, che molti non hanno esitato a definire come “partita del secolo“.
